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Percorsi sui monti della Calvana

Cammina nella natura incontaminata

carta_calvana_sentSentiero Bifolchi – Casa Bastone

Percorso molto gradevole e ben accessibile con partenza da Prato, poco oltre la Chiesa dei Cappuccini, lungo il sentieroCAI n. 24. Attraverso boschi di querce e di carpini, nonchè un boschetto di castagni, che rappresenta una vera rarità per la Calvana meridionale, si raggiunge Casa Bastone, antica casa colonica da cui si può godere di un panorama che spazia su tutta la piana pratese. ei dintorni della casa si possono ammirare una monumentale quercia ed un’antica cisterna in pietra.
Tempo Percorrenza:  45 minuti
Difficoltà:  facile

Sentiero Sofignano – Poggio dei Mandrioni

Percorso di grande interesse che si inerpica sulla Calvana centrale a partire dalla Pieve di Sofignano, lungo il sentiero CAI n. 46, attraversando prima boschi di querce e quindi densi arbusteti in cui dominano ginestre, biancospini e prugnoli. Abbandonato il sentiero CAI n. 38 per il 46b, che conduce al crinale del Poggio dei Mandrioni si affronta un tratto di sentiero molto bello e panoramico, che attraversa praterie dalla splendida fioritura primaverile lambendo un monumentale biancospino a portamento arboreo, la cosiddetta “Spina Vagliucci”.
Tempo Percorrenza:  2 ore
Difficoltà:  media-difficile, percorso tutto in salita con oltre 400 m di dislivello

Sentiero Montecuccoli – Monte Prataccio

Spettacolare sentiero panoramico che corre in gran parte lungo il crinale della dorsale della Calvana settentrionale lungo il sentiero (CAI n. 20), a partire dalla Pieve di S. Michele, presso Montecuccoli. Attraversato un breve tratto all’interno del bosco, si raggiungono le praterie di crinale, ambiente di grande suggestione, dove non è raro trovare animali al pascolo: oltre il Monte Prataccio il sentiero prosegue lungo il crinale, per cui è possibile allungare la passeggiata a piacimento.
Tempo Percorrenza:  1 ora e 30 minuti

Le Aree di sosta per mezzi motorizzati
  • Prato, zona La Querce, presso la Chiesa
  • Prato, zona La Pietà presso la Chiesa dei Cappuccini
  • Calenzano, zona Carraia
  • Vaiano, Le Fornaci
  • Vaiano, presso la Pieve di Sofignano
  • Cantagallo, Montecuccoli, presso la Chiesa
Le Aree per utilizzi sociali, ricreativi, sportivi
  • Casa Bastone (Prato), area attrezzata con panchine, raggiungibile dal sentiero CAI n. 24
  • Piani del Bianchi (Vaiano), area attrezzata con tavoli e panchine, raggiungibile dal sentiero CAI n. 46

Il Paesaggio

Il massiccio calcareo della Calvana, con la particolarissima geomorfologia delle sue cime tondeggianti che si susseguono dal crinale dell’Appennino alla pianura tra Prato e Firenze è uno degli elementi di maggior interesse naturalistico e paesaggistico del territorio pratese.
Il paesaggio offre la suggestione di un ambiente tipicamente carsico, ricco di grotte, doline e risorgive, e fortemente caratterizzato alla scala territoriale per la presenza di estese praterie di crinale, che offrono numerosi punti panoramici di spettacolare ampiezza.

La Natura

Ad un tale paesaggio naturale, corrisponde un insieme di valori ecologici di grande importanza, legati al ciclo dell’acqua ed alle praterie sommitali, tanto che l’Area è stata designata Sito di Interesse conservazionistico sia a livello Comunitario, che Regionale (Dir. 92/43/CE – L.R. 56/2000).
I torrenti alimentati dalle risorgive di mezza costa presentano condizioni ecologiche ottimali per la sopravvivenza di popolazioni di anfibi molto rare e sensibili come la salamandrina dagli occhiali ed il tritone crestato. Le praterie sommitali sono una delle aree di maggiore biodiversità di tutta la provincia per la presenza di specie di avifauna di grande interesse conservazionistico, e di varie specie floristiche rare, come il narciso quasi 60 specie di orchidee selvatiche.

L’Uomo

All’interno dell’Area sopravvive, seppur in dimensioni ridotte, la tradizionale attività di allevamento che nel tempo ha dato origine alle praterie portando anche alla selezione della razza bovina autoctona “Calvana”; ancor oggi non è raro imbattersi in branchi di mucche e pecore al pascolo o cavalli allo stato brado. Seppur scarsamente insediata, l’Area offre numerose testimonianze della presenza dell’uomo in epoca antica, ritrovamenti ed opere di sistemazione del territorio, alcune delle quali attribuite alla civiltà etrusca, che avvalorano il ruolo della dorsale quale storica connessione tra gli insediamenti etruschi della toscana e quelli padani.

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